Un Manoscritto Sul Purgatorio

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Che cos’è la vita paragonata a quel giorno che non avrà sera per gli eletti, a quella sera che non avrà giorno per i reprobi? Si ama tutto sulla terra, ci si affeziona a tutto, eccetto a Colui che unico dovrebbe avere il nostro affetto ed al quale noi lo neghiamo. Il Gesù del Tabernacolo attende cuori che Lo amino e non ne trova. Appena uno su mille Lo ama come si dovrebbe amare! AmateLo voi; risarciteLo di questa indifferenza tanto colpevole che c’è nel mondo!

 

 

Che cos’è il Purgatorio?

 

Leggiamo ciò che il Catechismo della Chiesa Cattolica ci dice:

 

III. La purificazione finale o Purgatorio

 

1030 Coloro che muoiono nella grazia e nell’amicizia di Dio, ma sono imperfettamente purificati, sebbene siano certi della loro salvezza eterna, vengono però sottoposti, dopo la loro morte, ad una purificazione, al fine di ottenere la santità necessaria per entrare nella gioia del cielo.

 

1031 La Chiesa chiama Purgatorio questa purificazione finale degli eletti, che è tutt’altra cosa dal castigo dei dannati. La Chiesa ha formulato la dottrina della fede relativa al Purgatorio soprattutto nei Concilii di Firenze [Cf Denz. -Schönm., 1304] e di Trento [Cf ibid. , 1820; 1580]. La Tradizione della Chiesa, rifacendosi a certi passi della Scrittura, [Cf ad esempio, 1Cor 3,15; 1031 1Pt 1,7 ] parla di un fuoco purificatore.

 

Per quanto riguarda alcune colpe leggere, si deve credere che c’è, prima del Giudizio, un fuoco purificatore; infatti colui che è la Verità afferma che, se qualcuno pronuncia una bestemmia contro lo Spirito Santo, non gli sarà perdonata né in questo secolo, né in quello futuro ( Mt 12,31 ). Da questa affermazione si deduce che certe colpe possono essere rimesse in questo secolo, ma certe altre nel secolo futuro [San Gregorio Magno, Dialoghi, 4, 39].

 

1032 Questo insegnamento poggia anche sulla pratica della preghiera per i defunti di cui la Sacra Scrittura già parla: "Perciò [Giuda Maccabeo] fece offrire il sacrificio espiatorio per i morti, perché fossero assolti dal peccato" ( 2Mac 12,45). Fin dai primi tempi, la Chiesa ha onorato la memoria dei defunti e ha offerto per loro suffragi, in particolare il sacrificio eucaristico, [Cf Concilio di Lione II: Denz. -Schönm., 856] affinché, purificati, possano giungere alla visione beatifica di Dio. La Chiesa raccomanda anche le elemosine, le indulgenze e le opere di penitenza a favore dei defunti.

 

Rechiamo loro soccorso e commemoriamoli. Se i figli di Giobbe sono stati purificati dal sacrificio del loro padre, [Cf Gb 1,5 ] perché dovremmo dubitare che le nostre offerte per i morti portino loro qualche consolazione? Non esitiamo a soccorrere coloro che sono morti e ad offrire per loro le nostre preghiere [San Giovanni Crisostomo, Homiliae in primam ad Corinthios, 41, 5: PG 61, 594-595].

 

* * * * * * *

 

Durante i 20 secoli della storia della Chiesa, Dio ha permesso diverse volte che anime del Purgatorio apparissero sulla terra a sante persone per chiedere preghiere e aiuto per compiere più velocemente la loro purificazione.  Quello che segue è il racconto di una di queste apparizioni.  Il testo originale è in francese  (“Le Manuscrit du Purgatoire”) con l’imprimatur del Rev.mo Joseph Palica, Archiep. Philippens., Vic. Gen., Roma.

 

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Un Manoscritto sul Purgatorio

 

SUOR MARIA DELLA CROCE

 

 

Introduzione

 

Per rispondere al desiderio che gli è stato espresso, la Direzione del Bollettino "Notre Dame de la Bonne Mort"(Tinchebray – Orne – Francia) pubblica, con tutte le riserve comandate dalla nostra Santa Madre Chiesa secondo il decreto di Urbano VIII, il Manoscritto come un documento puramente storico.  Il testo è un pio manoscritto comunicato da un Sacerdote Zelatore, missionario molto zelante e devoto, sulle conversazioni di una religiosa con un’anima del Purgatorio.

 

Innanzitutto, nessuno può negare a priori la possibilità e il verificarsi delle apparizioni di anime del Purgatorio a persone vive. Questi tipi di apparizioni non sono rare ed i racconti che le riportano non mancano; abbondano nella vita dei santi. Ne citeremo soltanto un esempio preso in prestito dalla vita di Santa Margherita Marie Alacoque[1].

 

"Quando ero in preghiera davanti al Santissimo Sacramento nella festa del Corpus Domini, una persona avvolta nel fuoco si presentò improvvisamente dinanzi a me. Lo stato pietoso in cui vidi che si trovava in Purgatorio mi fece versare abbondanti lacrime. Mi disse che era l’anima del monaco benedettino che una volta aveva ricevuto la mia confessione e che mi aveva consigliato di fare la Santa Comunione (frequente?). Per questo Dio gli aveva permesso di rivolgersi a me per avere sollievo nelle sue pene. Mi chiese di offrire per lui tutti i patimenti e le sofferenze di tre mesi. Dopo aver ottenuto il permesso dalla Madre Superiora, feci quello che mi aveva chiesto. Egli mi disse che la causa prima delle sue sofferenze era l’aver preferito i suoi interessi alla gloria di Dio e l’aver dato troppa importanza alla sua buona reputazione; la seconda era la mancanza di carità verso i suoi fratelli; la terza l’eccessivo attaccamento alle creature."

 

"Sarebbe difficile per me esprimere ciò che ho dovuto soffrire nel corso di quei tre mesi. Egli non mi lasciava mai; mi sembrava di vederlo come fosse avvolto nel fuoco con così vivi dolori che non potevo fare a meno di gemere e piangere quasi incessantemente. La mia Superiora, mossa a compassione, mi disse di fare dure penitenze, in particolare la disciplina. Infine, al termine dei tre mesi, vidi l’anima tutta colma di gioia e di gloria. Stava per godere della felicità eterna, e nel ringraziarmi mi disse che avrebbe pregato per me dinanzi a Dio."

 

Le testimonianze dei teologi, documentate da fatti storicamente verificabili, non sono né meno numerose né meno valide: ci basti citare, tra molte altre, la Mistica Divina del canonico M. Ribet, (vol. II, cap. VIII), e, più in generale, le opere giustamente apprezzate dei principali maestri della teologia mistica.

 

Dio permette queste apparizioni e queste manifestazioni per il sollievo delle anime, che vengono a implorare la nostra compassione, ed anche per nostra istruzione per rivelarci gli effetti ed i rigori della sua divina giustizia per le colpe che riteniamo leggere. Una raccolta di diverse apparizioni, pubblicata da Mons. Palafox y Mendoza Vescovo di Osma, Spagna, porta in effetti questo titolo suggestivo “Luce per i vivi dall’esperienza dei morti”. Non si poteva meglio esprimere e giustificare la ragione provvidenziale delle manifestazioni con le quali le anime sofferenti del Purgatorio si rivolgono ai vivi per implorare la loro pietà e chiedere la loro intercessione.[2]

Si deve tuttavia prendere nota che i fatti e i racconti relativi a queste diverse manifestazioni hanno soltanto un’autorità umana. La Chiesa non si è pronunciata al riguardo. Essi sono esposti solo come documenti storici.

 

 

Il Manoscritto

 

La sua autenticità

 

Il manoscritto che abbiamo fra le mani contiene informazioni molto interessanti sulla vita dell’oltretomba, in particolare sul Purgatorio. Queste informazioni sono inframezzate da numerosi consigli di direzione spirituale.

 

La sua autenticità è inoppugnabile. Depositaria del medesimo è Suor Maria della Croce, al secolo Elisa Sofia Clementina Hébert, nata a Néhou-St-Georges (diocesi di Coutances) i1 1° dicembre 1840.

 

Rimase orfana di padre all’età di 6 anni. Ad 11 anni ricevette la Prima Comunione e la Cresima nel Convento delle Agostiniane di Valognes, ove si trovava religiosa una sua zia materna, Sr. Angela Quettier, che doveva in seguito divenire Superiora del Convento ed esserne fino alla morte esempio di edificazione.

 

All’età di 18 anni Elisa ritornò al Convento di Valognes, come novizia. Il 15 maggio 1861 fece la professione religiosa. Nel 1884 quasi all’ unanimità fu eletta Assistente e l’anno seguente divenne Madre Prefetta.

 

Nel 1904, a causa dei decreti di espulsione dei religiosi dalla Francia, scacciata dal suo Convento, trovò rifugio presso alcune cugine nel piccolo villaggio di Vauvicard, comune di Quettehou. Aveva 63 anni. Alcuni anni dopo dovette raggiungere Cherbourg, ove visse assieme ad un’altra cugina. Qui S. Pio X, di sua spontanea volontà, le concesse il privilegio di un oratorio privato, con la facoltà di conservarvi il Santissimo.

 

Morì a Cherbourg il maggio del 1917. Le sue spoglie riposano nella tomba di famiglia a Quettehou.

 

Nel 1871 infierì sulla Comunità di Valognes una gravissima epidemia che mieté varie vittime tra cui una giovane Suora di 36 anni Suor Maria Gabriella. "Nel curarmi – ci rivelò una Suora anziana di Valognes di nome Geltrude – in poche ore Suor Maria Gabriella fu tolta di vita. Tale atto di abnegazione – soggiunse la stessa Suora – forse le ha meritato, come ella dice in seguito, la salvezza eterna".

 

La giovane Suora, infatti, soprannaturalmente non era molto perfetta, il che le valeva da parte di Suor Maria della Croce rimproveri abbastanza frequenti, ai quali lei di rimando: "Ebbene, se andrò in Purgatorio, me ne trarrete voi fuori ". Non pensava che realmente sarebbe stato così.

 

Novembre 1873. Suor Maria della Croce è in cella. Improvvisamente sente dei gemiti prolungati… " Oh!, esclama in preda allo spavento, chi siete? …Voi m’incutete paura! … Soprattutto non apparite, ma ditemi chi siete!". Nessuna risposta… Impressionata più che mai, parla alla Superiora (sua zia) la quale non si mostra punto sorpresa e le dice semplicemente: "È un’anima del Purgatorio, pregheremo per essa".

 

Ciò fu fatto, ma senza risultato. I gemiti continuarono, facendosi sempre più vicini. Sr. Maria della Croce ne era sgomenta. Temeva di essere zimbello del diavolo: lei non amava le vie straordinarie; voleva seguire la via ordinaria.

 

Nel Manoscritto troveremo accenni a questi timori, a questa sua volontà. Ancora nel 1880 esprimeva questi suoi dubbi.

 

Il 15 febbraio 1874 dovette subire il primo colloquio. E fu così che fino al novembre del 1890 fra l’anima di Suor Maria Gabriella e Suor Maria della Croce si ebbero le misteriose relazioni che quest’ultima affidò al prezioso Manoscritto, di cui intraprendiamo la pubblicazione.

 

 

Attendibilità del Manoscritto

Essa deriva:

 

1 – Dalla persona stessa di Suor Maria della Croce.

 

Tutti coloro che l’hanno conosciuta sono concordi nell’affermare che non ha mai cessato di praticare, e fino all’eroismo, tutte le virtù cristiane e religiose.

Direttrice di Educandato godeva sulle allieve di un tale ascendente che tutte le superstiti (e sono ancora molte) sono concordi nel dire che le sue parole e i suoi atti avevano su loro un profondo influsso. Esse la qualificano come "Santa".

 

Tutti i testimoni unanimemente affermano che Suor Maria della Croce era dotata di intelligenza pronta, ottima cultura, perfetto equilibrio e assoluto buonsenso.

 

Preziosa la sua riluttanza a battere una via che non fosse quella comune e l’ostinazione nel pensare che si trattasse di un tranello del diavolo. Tuttavia, nonostante questa riluttanza, ella approfittò largamente per il suo progresso spirituale delle visite che riceveva: ne fanno fede le sue Consorelle e le note prese in occasione degli Esercizi Spirituali.

 

 

2 – Dall’autorità delle conferme ricevute.

 

Il suo direttore spirituale il R. P. Prével, dei Padri di Pontigny, poi Superiore Generale della sua Congregazione, in una lettera in data 4 novembre 1912 da Hitchin (Inghilterra) a  lei indirizzata ci conferma che egli era esattamente informato delle comunicazioni di Suor Maria della Croce con la sua antica compagna: "Parlatemi, le dice, della vostra cara afflitta, che da lungo tempo dev’essere inabissata nella gloria del suo Diletto!… Vi ha di poi abbandonata?… Ovvero vi consola ancora negli abbattimenti?

 

"Avete continuato a scrivere le sue comunicazioni? Dal canto mio, ho con cura conservato quelle passate e le ho rilette non poche volte".

 

È chiaro dunque che stimava serie le comunicazioni ricevute ed è presumibile che non le giudicasse tali senza ottime prove. Ed ecco altre preziose testimonianze:

 

Il can. Dubosq, ex-superiore del Seminario Maggiore di Bayeux e promotore della fede nei processi canonici per la Beatificazione e la Canonizzazione di S. Teresa del Bambin Gesù.

 

Il can. Gontier, censore ufficiale dei libri nella diocesi di Bayeux ed autore di opere molto apprezzate.

 

Un eminente Maestro di Teologia Mistica molto benemerito, di cui dobbiamo rispettare l’anonimato per ragioni del tutto indipendenti dal soggetto che trattiamo, ma del quale possiamo ben dire che i suoi bei libri hanno meritato il seguente elogio di S. Pio X: "Gli uomini colti rendono un giusto omaggio alla vostra scienza e alla vostra esperienza" (Lettera del 13 dic. 1908).

 

Dopo maturo esame del Manoscritto detti Reverendi non hanno esitato ad affermare che esso non conteneva nulla di contrario agl’insegnamenti della fede, nulla che non fosse in perfetta armonia coi principi della vita spirituale e di edificazione per le anime.

 

Con piena soddisfazione hanno notato che Sr. Maria della Croce, dotata del più retto giudizio e del più grande buonsenso, era per ciò stesso al riparo dalle deviazioni di una immaginazione troppo viva e pericolosa.

 

Inoltre hanno rilevato a conferma del loro giudizio che Sr. Maria della Croce aveva fatto di tutto per sottrarsi alle visite per lei importune; che aveva protestato, domandandosi se ciò non fosse una punizio­ne inflittale dal Cielo; che ella trovava quegli eventi così straordinari da non saper cosa pensare; in ultimo, che aveva fatto tante obiezioni all’apparizione da non potersi in alcun modo attribuire a lei l’intenzione d’aver immaginato od inventato le manifestazioni di cui era l’oggetto.

 

 

Infine i citati Teologi sono rimasti vivamente colpiti:

 

a) dalla grande lezione di carità cristiana che chiaramente proveniva da tutto lo svolgersi dell’apparizione: da una parte infatti, Suor Maria Gabriella, nel Convento di Valognes, con la sua condotta poco religiosa aveva fatto molto soffrire Sr. Maria della Croce, incaricata di richiamarla al dovere, e dall’altra, proprio a Sr. Maria della Croce, per volere di Dio, ella aveva dovuto rivolgersi dopo la morte, per essere liberata dal Purgatorio;

 

b) dal fatto che i lumi concessi a Suor Maria della Croce divenivano tanto più vivi e più precisi, quanto più Suor Maria Gabriella si purificava;

 

c) dai progressi fatti da Suor Maria della Croce nel lavoro della propria santificazione; progressi considerevoli, che facevano affermare al can. Dubosq: "Pubblicando il manoscritto di Suor Maria della Croce – e desidero che lo facciate – v’avviate verso una Causa di Beatificazione".

 

In breve: gli eminenti Teologi consultati hanno unanimemente concluso che il manoscritto di Sr. Maria della Croce racchiudeva in sé la prova della perfetta autenticità, così che aveva pieno valore quanto al contenuto e quanto alla attendibilità.

 

 

CONCLUSIONE

 

Il Manoscritto di Suor Maria della Croce, "Manoscritto sul Purgatorio", per attestazione di persone qualificate ci si presenta – dal solo lato storico ed umano – con tutte le garanzie di credibilità che si possano desiderare.

 

La Direzione del "Bulletin de Notre-Dame de la Bonne Mort" è lieta di pubblicarne l’edificante ed impressionante contenuto; la voce d’oltretomba che vi si farà udire, rivelandoci le giustizie e le misericordie del Purgatorio, proponendoci i consigli di pietà e di santificazione, di cui il Manoscritto è pieno, sarà per noi una viva luce per l’orientamento della nostra vita verso il cammino dell’eternità.

 

E non dubitiamo che codesta "luce ai vivi dall’esperienza dei morti" sia per molti dei nostri Associati una scuola eloquente di buona vita e, per ciò stesso, una preparazione salutare ed efficace alla buona morte.

 

* * *

 

Molte delle notizie biografiche sopra riferite, e concernenti le due Suore Agostiniane del Convento di Valognes, sono state desunte dal fascicolo "La Dirigée du Purgatoire " edito parimenti dalla "Direction de l’Association de Notre-Dame de la Bonne Mort", Tinchebray (Orne) Francia (nAt.).

 

– – – – – – – – – – – – – – – – – –

 

In tutto ciò che segue, le affermazioni rese sono presumibilmente quelle di Suor Maria Gabriella (l’anima sofferente dal Purgatorio). A volte ella è interpellata da Suor Maria della Croce. Per semplicità le virgolette sono omesse. Le domande di Suor Maria della Croce saranno indicate.

 

* * * * * * *

Per leggere il resto di questo documento, andate a: http://purgatorio-mano.blogspot.com

 


[1] La sua autobiografia, 98, edizione 1920.

[2] “Il Purgatorio”, rivista dell’Associazione del Sacro Cuore di Gesù in favore delle anime del Purgatorio, fondata a Roma dal Reverendo Padre Victor Jouet, ha pubblicato dal 1900 al 1912 il resoconto di numerose apparizioni di anime del Purgatorio con i documenti storici che ne garantivano l’innegabile autenticità. Il Reverendo Padre aveva anche costituito in Via Lungotevere Prati 12 a Roma un Museo dell’Oltretomba, o Museo delle Anime del Purgatorio, (Il Museo adesso sta in una chiesa, in stile gotico, sempre in via Lungotevere Prati, Roma.) che raccoglie memorie e documenti  che rendevano tangibile ed evidente la realtà dei fatti attestati. Abbiamo visitato sovente questo museo, unico nel suo genere e abbiamo visto con i nostri occhi ed abbiamo tenuto nelle nostre mani, con una profonda impressione, le impronte di dita e di mani di fuoco lasciate sugli abiti, sui libri, sugli oggetti toccati dalle diverse anime apparse. Le spiegazioni del Reverendo Padre, di una documentazione impressionante, stimolavano sempre, nei pellegrini di questa piccola esperienza di Purgatorio, un’emozione profonda: avevano sotto gli occhi la prova evidente dell’esistenza del Purgatorio e la testimonianza inconfutabile del fuoco della giustizia che purifica le anime dagli efetti dei loro peccati. Il museo di R. P. Jouet fu esposto il 4 agosto 1905 in una delle sale del Vaticano, e presentato da Sua Eminenza il Cardinale Vivés y Tuto a S. S. Pio X, che lo visitò con il più grande interesse e ne provò la più viva soddisfazione.

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2 Responses to Un Manoscritto Sul Purgatorio

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